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    October 31

    CookinLab - Penne Rigate bianconere con panna e salmone

    Oggi un piatto banalissimo, ma sempre efficace. Quindi contateci quando proprio non sapete cosa fare e volete stupire! Premetto da subito che non
    accetto commenti stupidi riguardo al fatto che sono penne "bianconere" e io sono romanista e cose del genere... in cucina la fede calcistica cede il passo al gusto e all'inventiva. Per preparare questo piatto ho utilizzato una metà di pasta normale e l'altra metà al nero di seppia, inoltre voglio specificare che ho scelto per questa ricetta un trancio di salmone, e non il salmone affumicato che si vende già affettato. A questo punto direi che si possa cominciare la trattazione della preparazione (per cinque persone):
     
    - 250g di Penne Rigate;
    - 250g di Penne Rigate al nero di seppia;
    - 600g di salmone tagliato a pezzi;
    - 2 spicchi d'aglio interi;
    - 1/2 bicchiere di cognac;
    - 250ml di panna da cucina;
    - olio, sale, pepe nero e bianco q. b.;
    - preparazione: mettete un po' d'olio in una padella, fatelo scaldare e mettete a soffriggere l'aglio; aggiungete i pezzi di salmone e, regolando il fornello a fiamma alta, fateli rosolare su tutti i lati; a questo punto versate il cognac e fatelo evaporare del tutto in tempi abbastanza brevi, lasciando quindi il fornello a fiamma alta; aggiungete un po' di panna (più o meno 80ml), aggiustate di sale, condite con il pepe a piacimento e mescolate per bene per amalgamare il tutto, dunque spegnete il fornello; cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente, rimettetela in pentola e aggiungeteci la salsa con il salmone e il resto della panna, mantenendo la fiamma al minimo e mescolando per bene il tutto per un paio di minuti, finchè la panna non sarà densa al punto giusto; date un'ultima aggiustatina con il condimento e servite ben caldo.
     
     
    Voglio concludere lasciandovi un consiglio: cimentatevi con il flambè. L'ho trovato molto utile (sto parlando della fase di cottura del salmone, al momento dell'aggiunta del cognac) perchè permette di cuocere i pezzi di salmone anche nella loro parte superiore, quella che non è a contatto col fondo della padella, rendendoli dorati ed abbrustoliti al punto giusto; in più quella bella fiammella fa evaporare il cognac molto più rapidamente, e fa di sicuro un bell'effetto! Ci rivediamo presto... spero. Ciao!
    October 20

    CookinLab - Ferricelli con mollica di pane e peperoni cruschi

    Buongiorno. Finalmente posso proporre un piatto tipico lucano, un piatto contadino, povero, semplice ma gustoso. In realtà si tratta di un primo che somiglia ai classici spaghetti aglio e olio. Le differenze, d'altronde, si notano già dal tipo di pasta che, in questo caso, è fatta in casa. Stavolta in particolare è stata preparata dalla mia cara mammina, che si è prodigata nel mandarmi da Potenza un bel pacco, ricco di latticini, carne ed insaccati, taralli e altri farinacei (pane e pizza). Nel pacco in questione erano presenti all'appello anche i suoi fantastici ferricelli, chiamati anche fusilli in tante altre parti d'Italia; secondo me però il nome "fusilli" non rende bene. Chiamarli "ferricelli" pone invece l'accento sul modo di prepararli: si fanno dei fusini di pasta lunghi più o meno dieci centimetri e si cavano, mediante opportune rotazioni, utilizzando un ferro stretto e lungo, di sezione quadrata. Inutile aggiungere (ma lo faccio lo stesso) che i ferricelli di mamma sono inimitabili. Un'altra premessa importante riguarda i peperoni cruschi. Questi non sono altro che peperoni rossi, di quelli di forma allungata, essiccati e fritti. Da fritti non si mantengono croccanti a lungo, quindi è opportuno prepararli pochi minuti prima di mangiarli. A questo punto siamo pronti per la descrizione del piatto (per sei persone):
     
    - 700g di ferricelli;
    - 15 peperoni cruschi;
    - 2 spicchi d'aglio interi;
    - 3 fette di pane;
    - 2 bicchieri d'olio d'oliva;
    - sale, peperoncino q. b.;
    - preparazione: prendete la mollica delle fette di pane e sbriciolatela con cura; versate l'olio in un pentolino molto piccolo e mettetelo su un fornello piccolo regolato con fiamma dolce (lo stesso effetto si ottiene con un fornello medio e fiamma minima); mettete gli spicchi d'aglio nell'olio e toglieteli non appena si saranno dorati per bene; a questo punto prendete un peperone alla volta, massimo due, e friggeteli per un istante (e con "un istante" intendo un istante effettivo, cioè un secondo, al massimo due), in modo che diventino croccanti e rimangano di un colore rosso intenso; friggete poi le briciole di mollica di pane in modo da renderle dorate e croccanti, nonchè molto saporite, e intanto sbriciolate alcuni peperoni; cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e rimettetela sul fuoco unendovi i peperoni sbriciolati, la mollica e l'olio che avete usato per la frittura; condite a piacere (dello chef e dei commensali) con peperoncino e servite ben caldo, aggiungendo magari un peperone intero su ogni piatto.
     
     
    Come avrete notato non è un piatto difficile da preparare, essendo tra l'altro un piatto povero, come già accennato. Ovviamente si abbina a questo condimento qualsiasi tipo di pasta, ma se fatta in casa è meglio. In Basilicata si usa preparare questo primo utilizzando gli strascinati. A me è piaciuto anche con i ferricelli... in effetti era proprio buono. Si ringraziano a tal proposito mamma, per la preparazione dei ferricelli, e nonna, per la cura nell'essicazione dei peperoni. Ciao a tutti, lucani e non, e buon appetito.
    October 12

    CookinLab - Pranzo da papà con Clara

    Ciao a tutti... è davvero un bel po' che non scrivo un intervento, ma il tempo da dedicare al blog (e alla cucina) è sempre meno. Questo pranzo si è consumato quasi un mese fa, ma adesso ho trovato il primo momento utile per descriverlo. Il tutto è per tre persone.
     
    Antipasto - Cappesante gratinate
    - 9 cappesante;
    - 1 limone;
    - sale, olio, prezzemolo tritato e pan grattato q. b.;
     
    - preparazione: disponete le cappesante rivolte con il frutto verso l'alto e versatevi sopra un filo d'olio; riempite tutti i mezzi gusci con del succo di limone, salateli, fate un'abbondante spruzzata di prezzemolo e poi coprite tutto con il pan grattato; infornate a 180° in forno preriscaldato per un quarto d'ora (per rendere croccante la superficie delle cappesante, bagnate un pochino il pan grattato, più o meno a metà cottura).
     
     
     
    Primo - Spaghetti alla Chitarra con scampi
    - 6 scampi grandi;
    - 10 scampi piccoli;
    - 1 spicchio d'aglio;
    - 150g di pomodorini;
    - 1 bicchiere di vino bianco;
    - 280g di Spaghetti alla Chitarra
    - sale, olio, pepe nero e prezzemolo tritato q. b.;
     
    - preparazione: sgusciate gli scampetti e predisponete alla cottura gli scampi grandi effettuando un taglio, che parta dalla coda e finisca alla testa, nella parte inerna della corazza; mettete da parte la polpa degli scampetti e fate soffriggere le loro corazze per cinque minuti a fiamma dolce, aggiungete il vino e alzate la fiamma per altri cinque minuti o finchè il vino non sarà evaporato del tutto; filtrate l'olio e fatevi soffriggere l'aglio per qualche minuto, sempre a fiamma forte, poi aggiungete i pomodorini, conditeli e fateli cuocere a fiamma dolce per una decina di minuti; unite la polpa degli scampetti e continuate la cottura per un paio di minuti, allorchè aggiungete gli scampi; disponeteli in modo che siano immersi nel sugo e lasciate che cuociano una decina di minuti scarsa (non di più, mi raccomando); cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e unitevi il sughetto; impiattate disponendo una coppia di scampi per persona e spruzzando con il prezzemolo.
     
     
     
    Secondo - Branzini al sale
    - 2 branzini da 400g;
    - 1/2 limone;
    - sale grosso e prezzemolo q. b.;
     
    - preparazione: pulite i branzini e mettete al loro interno un paio di fettine di limone e qualche ramoscello di prezzemolo; prendete una teglia da forno e fate al suo interno un fondo di sale grosso, diponetevi sopra i due branzini e poi ricopriteli di sale per tutto il corpo, lasciando scoperta solo la testa; infornate a 180° in forno preriscaldato per una ventina di minuti massimo; impiattate la carne di branzino già pulita dalla pelle e dalle spine affiancata da un paio di fettine di limone.
     
     
     
    Ad essere sincero, e senza falsa modestia, era tutto davvero buono. Spero che i commensali abbiano apprezzato altrettanto. Colgo l'occasione per ringraziare papà di aver lavato tutto quello che ho sporcato. Ciao a tutti!