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    November 22

    CookinLab - Penne Ziti Lisce alla carbonara

    Ciao a tutti, come va? Qui a Torino la situazione è un po' triste, perchè stiamo entrando nella stagione delle nebbie. Comunque, veniamo a noi. Penso sia giunto il momento di parlare della pasta alla carbonara perchè è un piatto semplice, genuino e sostanzioso, inoltre aggregante, soprattutto per quanto riguarda comitive di amici maschi dotati di buon appetito. Mi ero ripromesso di pubblicare anche ricette basilari, o che potessero risultare banali, proprio perchè voglio che questo blog sia apprezzato da un pubblico vasto ed eterogeneo. Per quel che mi riguarda, la carbonara è uno dei pilastri fondamentali, nonchè il primo piatto che ho imparato a cucinare, nonchè uno dei miei cavalli di battaglia. Secondo me non si può vivere ignorando la carbonara... tutti dovrebbero imparare a prepararla, quindi (per quattro persone):
     
    - 400g di Penne Ziti Lisce;
    - 4 uova;
    - 1 cipolla grande tagliata a fettine;
    - 200g di pancetta tagliata a listarelle;
    - 200g di pecorino romano grattugiato;
    - pepe nero e bianco, sale, olio, noce moscata q. b.;
    - preparazione: mettete dell'olio in una padella e fatevi sofriggere la pancetta per qualche minuto a fiamma vivace, poi aggiungetevi la cipolla, abbassate la fiamma e continuate la cottura finchè la pancetta non diventa croccante (fate attenzione a non bruciare la cipolla); sbattete energicamente le uova condendole con un pizzico di sale, un po' di pepe nero ed una manciata di pecorino; cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente, rimettetela in pentola con il soffritto e tenete la fiamma al minimo; quando inizia a sfrigolare, unite le uova, condite con pepe nero e bianco, noce moscata e una manciata di pecorino, alzate la fiamma e mescolate per bene il tutto in modo da far cuocere le uova, distribuendole in modo più o meno omogeneo; impiattate, spruzzate con del pecorino grattugiato e servite ben caldo.
     
     
    Tecnicamente le uova dovrebbero cuocere grazie al solo calore emanato dalla pasta, ma vi sconsiglio di farlo a meno che non abbiate uova di giornata provenienti dal pollaio della nonna. E poi tra i miei amici è una pratica non gradita a priori, quindi sono abituato a non farlo. Tecnicamente si dovrebbe usare il guanciale, ma io avevo la formidabile pancetta di Franca (cui va un ringraziamento speciale) made in Albanella. Tecnicamente
    non ci dovrebbe essere la cipolla, ma a me ed al mio coinquilino (Paolo) piace troppo. Un ultimo appunto sulla pasta: ovviamente qualunque tipo va bene, ma provatela prima con i Rigatoni, i Bucatini e gli Spaghetti alla Chitarra. A questo punto invito chiunque a scrivere suggerimenti o variazioni che migliorerebbero questo piatto. Divertitevi!
    November 12

    CookinLab - Salsiccia e friarielli

    Buongiorno a tutti. Oggi vi parlerò di un piatto della tradizione campana, alla quale, almeno in parte, appartengo. Innanzitutto va spiegato che i friarielli sono molto simili alle cime di rapa, e sono un po' amarognoli. Quindi se non vivete in Campania, non disperate e accontentatevi delle cime di rapa. In quanto alla salsiccia non c'è molto da dire: io vengo dalla Basilicata, la terra della lucanica DOC, quindi non ho problemi a reperire salsicce di un certo livello, almeno finchè la cara mammina continua a rifornirmi tramite pacchi. Dunque cominciamo (per tre persone):
     
    - 6 salsicce medie;
    - 800g di friarielli;
    - 2 spicchi d'aglio interi;
    - olio, sale, peperoncino q. b.;
    - preparazione: lavate i friarielli con abbondante acqua e selezionate le cime e le foglie, eliminando i gambi spessi e stopposi e le foglie troppo grandi; mettete a scaldare un po' d'olio in una padella grande e fatevi soffriggere l'aglio e un po' di peperoncino (quantità a piacere di chef e commensali) a fiamma vivace, poi aggiungete i friarielli, coprite e lasciate cuocere a fiamma dolce per qualche minuto; a questo punto aggiungete un po' d'acqua, coprite e lasciate cuocere; continuate la cottura in questo modo, aggiungendo sempre poca acqua e facendola evaporare del tutto prima di aggiungerne altra; quando i friarielli vi sembreranno cotti (devono essere morbidi senza spappolarsi) alzate la fiamma e fateli scoppiettare, girando energicamente per evitare di farli bruciare, per un paio di minuti; cuocete la salsiccia a parte, arrostendola sulla piastra, nel forno o, se preferite, mettendo anch'essa su una base di olio e aglio. Impiattate e servite ben caldo.
     
     
    Personalmente preferisco la salsiccia arrostita, perchè così ne sento bene il sapore e la consistenza, ma se vedete che la salsiccia a vostra disposizione non è un granchè in fatto di condimento e gusto, fatela cuocere a parte (come volete, ribadisco) ma non completamente, così ne ultimate la cottura insieme ai friarielli. Ciao e buon appetito!